La storia di Menkab


Menkab (nota anche come Alpha Ceti) è la seconda stella più luminosa della costellazione della Balena. Il nome deriva dall’arabo e significa “il buco della narice” o “sfiatatoio”, alludendo alla sua posizione nel disegno della costellazione.

La storia.
L’avventura di Menkab comincia nei primi anni novanta grazie ad un accordo di collaborazione tra l’allora Dipartimento di Biologia dell’Università di Genova (DIBIO) e il Museo Oceanografico di Montecarlo. Il direttore del Museo, Professor François Doumenge, affidando l’incarico di valorizzare le collezioni storiche e di sviluppare nuovi progetti di divulgazione scientifica a Maurizio Würtz, allora docente del DIBIO, ha creato le condizioni per nuove sperimentazioni nel campo della comunicazione museale, ma soprattutto per avviare una serie di impegnative campagne di monitoraggio e documentazione sulla popolazione di cetacei del mar Ligure, proprio negli anni in cui si iniziava a porre le basi per il futuro Santuario Pelagos.

L’esperienza del personale del Museo (che aveva lavorato in passato sotto la direzione del Com.te Jacques-Yves Cousteau) da una parte e, dall’altra, le conoscenze scientifiche e la capacità pratica di organizzare campagne di osservazione in alto mare, maturata presso l’Ateneo genovese, hanno permesso di acquisire conoscenze fondamentali per comprendere le ragioni della concentrazione di cetacei in questa parte del Mediterraneo (per es. il ruolo dei fronti termici nella distribuzione delle balenottere comuni o l’importanza dei canyon sottomarini per il capodogli, oggi aspetti completamente condivisi e quasi ovvii, ma all’epoca, completamente trascurati).

Conclusa nel 2002 l’esperienza con il Museo Oceanografico, tutta le conoscenze e l’esperienza accumulata non poteva essere dispersa. Fortunatamente, in quel particolare momento, i cambiamenti nell’organizzazione della didattica universitaria hanno dato l’opportunità di recuperare questo patrimonio scientifico; inizialmente grazie all’attivazione del corso di “Cetologia” per la laurea triennale in Scienze Biologiche, successivamente con altri corsi per le lauree specialistiche come “Tecniche del monitoraggio dei cetacei” e infine “Biologia e monitoraggio dei cetacei”. Per la prima volta in Italia, parte della attività prevista dagli insegnamenti veniva svolta direttamente in mare, con un intenso e impegnativo lavoro pratico di osservazione e di campionamento, reso possibile dalla generosa donazione dei Cantieri SACS e dalla Società Yanmar italia, che hanno messo a disposizione del Dipartimento un’imbarcazione perfettamente attrezzata per lo studio dei cetacei in alto mare: Menkab.

Nasce così il “progetto Menkab” grazie al quale, in soli due anni (siamo nel 2004), il Dipartimento di Biologia diventa un riferimento nazionale e internazionale per lo studio e la conservazione dei cetacei del Mediterraneo. Studenti di altri Atenei, italiani e stranieri, chiedono numerosi la possibilità di svolgere le loro tesi con impegnative attività in mare a bordo di Menkab, che da quell’anno inizia a svolgere un vero e proprio ruolo di “nave scuola” su cui, negli anni, si sono formati molti ricercatori che oggi, in Enti pubblici e privati oltre a ONG internazionali (es. ISPRA, CIMA, RAC/SPA, IUCN, varie Università italiane e straniere, ecc.), svolgono compiti scientifici e di monitoraggio dell’ambiente marino e dei cetacei .

Il Curriculum scientifico

2010 – 2011 ISHMAEL (Investigating Sperm whale Habitat in the MArine Environment of the Ligurian-corsica sea). l’Università di Genova – Dipartimento di Biologia (oggi DISTAV). Responsabile scientifico Maurizio Würtz

Finanziato dalla Fondazione Total e coordinato del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Genova, , è un progetto di ricerca dedicato allo studio dell’ecologia del capodoglio. Il capodoglio è un bio-indicatore sensibile delle particolari strutture dove la biodiversità è elevata, ad esempio i canyon sottomarini o le montagne sottomarine. Lo scopo è quello di identificare gli habitat critici della specie, contribuendo alla sua conservazione e alla mitigazione degli impatti antropici all’interno di ‘Pelagos’, il Santuario internazionale per la protezione dei mammiferi marini. ISHMAEL è un progetto multidisciplinare in cui si integrano indagini sul campo, analisi di laboratorio, l’applicazione di modelli numerici, tecniche genetiche, acustiche e di foto-identificazione. I risultati del progetto sono stati pubblicati nel 2014 sul volume 24 (supplemento1) della rivista Aquatic Conservation. Marine and Freshwater Ecosystem

2010-2014 ARION (LIFE 09 NAT/IT/000190: Systems for Coastal Dolphin Conservation in the Ligurian Sea) l’Università di Genova – Dipartimento di Fisica (DIFI). Responsabile Prof. Mauro Taiuti. Partner del progetto: Direzione Marittima di Genova, Area Marina Protetta di Portofino, Softeco Sismat srl.
Il progetto, nato con l’obiettivo principale di contribuire efficacemente alla protezione e valorizzazione del delfino costiero (Tursiops truncatus, tursiope), si propone di utilizzare strumenti che possano contribuire alla gestione delle interazioni tra la specie e le attività nautiche, coerentemente con le finalità delle Aree Marine Protette (AMP) in Mar Ligure e più in generale del Santuario internazionale dei Cetacei “Pelagos”.
Fulcro del progetto è pertanto l’implementazione di sistemi subacquei di rilevazione dei tursiopi in grado di identificare le minacce sugli stessi, prevenire collisioni ed altri rischi, diffondere in tempo reale informazioni sulla presenza dei delfini.
Nell’ambito del progetto l’Associazione si è occupata della raccolta dati in mare, delle registrazioni acustiche tramite idrofoni dei suoni emessi dai delfini (tursiope e altre specie eventualmente presenti) nella zona antistante l’AMP di Portofino e in aree limitrofe, della registrazione di suoni di origine antropica nelle stesse zone, raccolta di dati ambientali, realizzare foto degli esemplari avvistati utili per la foto-identificazione.

2011 Progetto GIONHA (Governance and Integrated Observation of marine Natural Habitat). Arpat Regione Toscana, Università di Genova (DIPTERIS)

L’associazione Menkab ha collaborato al progetto GIONHA, dedicato allo studio della distribuzione del tursiope (Tursiops truncatus) nelle acque dell’Arcipelago Toscano, Bocche di Bonifacio e mar Ligure, contribuendo all’analisi dei dati di foto-identificazione e distribuzione del tursiope con la stima di abbondanza nell’area transfrontaliera considerata dal progetto, all’analisi degli spostamenti e della struttura sociale, anche valutando le associazioni temporanee e/o permanenti tra individui, implementando la cartografia per “habitat mapping” e la definizione di eventuali zone speciali di conservazione (ZCC).

2012-2013 Progetto Go Green Mare, Regione Toscana e Università di Genova (DISTAV).
In continuità con il progetto GIONHA, il progetto ha avuto lo scopo di incrementare le conoscenze a fini gestionali, in considerazione del fatto che il tursiope è una specie inclusa in allegato II della Direttiva Habitat (92/43 CE). L’associazione Menkab è stata coinvolta nel progetto per creare un manuale cartaceo e digitale contenente le immagini degli esemplari di tursiope foto-identificati durante le campagne in mare, analizzandone la distribuzione spaziale con dettaglio di 1 miglio nautico e fornire la cartografia del traffico nautico al fine di evidenziare zone di particolare interesse per la protezione della specie.

2012-2014 PROMETEOS (PROtection of the MEdiTErranean Open Seas: Contributing to the establishment of Marine Protected Areas over offshore seamounts and submarine canyons). IUCN-Centre for Mediterranean Cooperation, Malaga; MAVA Foundation.

Il progetto PROMETEOS si prefigge di quantificare in termini di biodiversità, il ruolo chiave che le montagne e i canyon sottomarini assumono all’interno dell’ecosistema marino, in particolare valutando l’effetto che queste strutture esercitano sull’aggregazione di mammiferi marini, pesci, tartarughe e uccelli marini.
Il fine del progetto è stabilire quali tra le montagne presenti all’interno del bacino Mediterraneo meritano maggiore protezione in quanto siti di aggregazione alimentare, di riproduzione, per i predatori pelagici
Le informazioni raccolte saranno utilizzate per definire la proposta per l’istituzione di Aree Marine Protette di largo in corrispondenza delle strutture meritevoli di piani di conservazione.
Tale progetto è coordinato dalla sezione Mediterranea dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN-Med), in collaborazione con l’Università di Genova (DISTAV) e finanziato dalla Fondazione MAVA. Per questo progetto l’Associazione Menkab ha svolto il ruolo di unità operativa principale conducendo nel 2013 e 2014 due impegnative campagne in tutto il Mar Tirreno.
I risultati di questo progetto sono riassunti in tre pubblicazioni dell’IUCN (link)
Mediterranean Pelagic Habitat. Oceanographic and Biological Processes, An Overview
Mediterranean submarine canyons : ecology and governance
Atlas of the Mediterranean seamounts and seamount-like structures